
Il Social Network Facebook, i media, le televisioni, le radio, i giornali, milioni di persone iscritte a Facebook e non, parecchi giorni fa hanno espresso tutta la loro indignazione riguardo ad un gruppo nato su Facebook dal titolo a dir poco sconcertante: “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down”.
Per riuscire a rintracciare il fondatore del gruppo, sono state aperte parecchie indagini dalla polizia, anche perché il gruppo in questione è stato oscurato pochissime ore dopo la sua apertura.
Questo triste episodio, ha scatenato l’ira non soltanto dei milioni di utenti iscritti al Social Network Facebook, ma anche l’ira del mondo politico, e delle televisioni in generale, ne hanno parlato tutti.
Il ministro Mara Carfagna, è stato uno dei personaggi politici che più si è interessato a quest’episodio, promettendo di non lasciare impunito il colpevole.
Dopo giorni di indagini la polizia postale di Catania, in collaborazione con la polizia di Roma, è riuscita ad inviduare e arrestare il fondatore dell’ignobile gruppo.
E’ un ragazzo di 19 anni, il ragazzo ha origini cingalesi e vive vicino Roma.
Il ragazzo, è affetto da alcuni disturbi comportamentali, è sottoposto a continue cure psichiatriche.
Lui stesso, ha confessato, di aver aperto questo gruppo, soltanto per attirare l’attenzione, avere tanti iscritti al suo gruppo e farsi tanti amici su Facebook.
Adesso questo ragazzo, è accusato di istigazione a delinquere.
Il gesto ignobile che questo ragazzo ha compiuto, non può restare impunito, per questo singolo caso si è trattato di una persona affetta da disturbi mentali, ma sul Social Network Facebook, di questi gruppi ne nascono quotidianamente e i loro fondatori non sono affatto psicologicamente disturbati.
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